| Eugenio's profileEppure il calabrone vola...PhotosBlogLists | Help |
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May 14 A volte mi capita...Ieri sera ero a lavoro, come ben ricorderete faccio il cameriere.
Attendevo l'arrivo dei clienti con la pancia piena e, complice il clima, me ne stavo seduto fuori su una dondola. C'erano le zanzare a tenermi compagnia e un batuffolo di cane intento a giocare con una bottiglia d'olio vuota. Ma non me ne stavo lì fuori nè per il cane nè per le zanzare.
L'imbrunire del cielo faceva questo mestiere...
Quest'anno era la prima volta che aspettavo l'arrivo dei clienti lì, ma già mi era successo più volte l'anno scorso nel periodo estivo con lo stesso esito.
Me ne stavo lì, a guardare l'Etna che fumava nella sua quiete più indisturbata, lì a fissare le stelle che facevano capolino con il loro vibrante scintillio mentre quel blu profondo s'allungava verso l'occidente. Dio che bello quel blu...
Quando il sole ormai sveglia le terre lontane, quando non si vede più, mentre nella direzione opposta le tenebre abbracciano finalmente la terra, ecco che tra i due si forma questa strana essenza, questo blu, di un'intensità penetrante... me ne starei ore a fissarlo. Ma mentre si è lì, assorto dalle più profonde o effimere sensazioni, questo avanza, ancora e ancora, non si ferma, prosegue senza far troppo caso a quelle poche teste rivolte alla sfera celeste che la osservano, che la contemplano, come si può fare con un'ideale, una poesia o la bellezza. Ma non è solo la bellezza a farla da sovrana, è quello che la bellezza può indurre in noi. Si può riflettere ore o non riflettere affatto su quello che contempliamo, molti dovranno dargli necessariamente un significato, trovare la più stretta analogia dei fatti accadutigli...
Non è sbagliato, è come quello che percepiamo si relaziona con noi...
Alcuni vedranno in quell'inarrestabile l'avanzare dell'età, altri vi vedranno cose belle che irrimediabilmente se ne vanno, altri ancora giurerebbero amore sotto quell'immenso tetto...
Io?
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e rimirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quiete Io nel pensier mi fingo, ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare. (Infinito, Giacomo Leopardi, 1819) May 04 Da "µ©£¥◄○" alla "terra"...Avete presente quando siete per i cavoli vostri, quando state svolgendo una normale mansione quotidiana con routine, quando già sapete cosa dovete fare e come le cose continueranno, quando ascoltate svogliatamente la musica di sottofondo ai vostri pensieri, oppure se preferite durante una nuotata a mare, già sapete cosa succederà nei prossimi, diciamo 5 secondi.
Ma è quì che vi volevo.
Cosa succede se quello che avevate previsto non corrisponde a quello che c'è attorno a voi.
Cosa succede se quell'immagine formatosi nella vostra testa è turbata da una cosa che non dovrebbe esserci.
Saltate!!! Si saltate, se siete seduti farete sobbalzare la sedia, se siete in piedi farete uno scatto, se siete in acqua, beh, diciamo che avrete un accenno di annaspamento.
No, pesate di essere immuni da questo comportamento?
Prima di tutto è istintivo, quindi poco importa se avete seguito un corso di sopravvivenza in caso di attacco da pirati caraibici durante una crociera, o se fino a quel momento la cosa più avventurosa che avete fatto è stata fare shopping (uno shopping selvaggio diciamo...), niente, non c'è nulla da fare, questa è una legge immutabile dell'universo, credete forse che gli abitanti del pianeta µ©£¥◄○ non lo facciano?
Pensateci, l'avete fatto anche voi, decine, centinaia di volte. Pensate a quando state studiando concentrati su algoritmi o su indecifrabili disegni. Tra una tabella e l'altra, tra un rigo e l'altro...
Magari state leggendo un libro e mentre avete in testa le parole che si sussegono, come ad esempio (tratto dal libro Moby Dick): <<...considerato che questo levitano arriva a nuoto fino a noi dalle sorgenti dell'eternità, è giusto...>> TOC TOC (bussano alla porta).
Poco importa se eravate a pagina 360 e fate volare il libro fino alla 444, se eravate sotto le coperte avrete fatto tremare l'intero letto, come un brezza fa salire un brivido a partire dalle caviglie fin sul più alto dei capelli.
Così, lunedì scorso, sono trasalito, con conseguente caduta della penna che tenevo in mano, quando, esausto dallo studio, spengo la radio, mi alzo e do uno sguardo fuori, svogliatamente, sapendo già che alla vista mi sarebbe apparsa la siepe. Beh la siepe c'era e tutto quello che ci sarebbe dovuto essere, anche più, diciamo che mi sarei aspettato di vedere almeno dalle 10.000 alle 100.000 cose in meno! Cosa?
Gli Apoidea (sono una superfamiglia di imenotteri ).
Insomma API !!!! |
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