Eugenio's profileEppure il calabrone vola...PhotosBlogLists Tools Help

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    June 21

    Per chi suona la campana?

    Chi è strano?
    Chi siamo noi per dire chi è strano? Cosa siamo noi per dirlo?
     
    Vagabondiamo di città in città guardandoci attorno, vediamo quello e poi quell'altro, pensiamo alla gente come un ammasso ebete di carne che gironzola qua e là...
    ... poi ci guardiamo allo specchio, i lineamenti sono ormai noti, ma lo facciamo comunque, ci guardiamo gli occhi, ci guardiamo il naso, ci guardiamo la barba...
    ... prima o poi arriveremo a quello che c'è oltre, a quello che nessuno sa, a quello di cui ci guardiamo bene di raccontarlo agli altri, finalmente vediamo oltre lo specchio, quasi un rivelatore d'anima, indugiamo ancora un pò, riscontriamo lineamenti che prima non c'erano, fessure che prima non erano mai state tanto profonde, ormai come crepe di una casa una volta nido, vediamo zone d'ombra, luoghi oscuri dove ci aggiriamo sospettosi, cerchiamo di cancellarli, ma non facciamo altro che farli scostare di un po', allora li aggiriamo, ma eccoli che si muovono dove prima non c'erano, invochiamo sentenze che nessuno può dare, solo noi, il peggiore dei giudici, ci guardiamo ancora un po' e decifriamo quello che vediamo, senza crederci, non volendo credere a noi stessi su quello che vediamo e a quello che sentiamo, il peggiore dei giudici, ma il più onesto...
    Quante volte l'abbiamo fatto? quante volte lo faremo ancora?
    Diciamo "povero lui", dovremmo dire "povero me"...
     
    Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall'onda del mare, l'Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.
    (John Donne)
     
    June 09

    Ode alla gioia

    Essere puro...
    dotato di scintillio aureo, ti prego, sfiorami ancora, incontra le mie labbra. Ti cerco, lo sai, una volta assaporatoti son già invaghito di te, mi dai gioia e mai il nostro legame sarà scindibile, noi due in salute e in malattia, sai far male a volte ma non me ne curo, poco importa se me lo sconsigliano, il mio stomaco sobbalza, ti brama così come la mia testa fa i capricci se non ti cerco la mattina. Ed adesso te ne stai lì, io che ti fisso, il tuo distinto profumo aleggia dove dimori, anche se sei in compagnia, tu prevali, a volte con qualche variante, qualche mostruoso congegno a drogare la tua purezza nell'irrefrenabile necessità di distruggere la limpidezza del tuo essere, ma tu, per chi ti sa apprezzare continui a librarti ad un'altezza a cui pochi osano, sei nell'aria, sei nell'acqua, sei in ogni cosa che ti configura, dal tuo involucro alla tua consistenza cremosa, alla bustina, alla tua morbidezza al palato... sei tu, sei tu che adoro... venerato caffé!!!!
     
    PS: si, si... avete capito bene, parlavo del caffé...
    June 07

    Poesia...

    Non so come ho trovato questa poesia, davvero bellissima, di cui però sconosco l'autore e il titolo:
     
    Avere l'aria come elemento primordiale,
    ed addensarla al punto tale
    da renderla un bene cavalcabile,
    ed io sono il sognato pilota...