| Eugenio's profileEppure il calabrone vola...PhotosBlogLists | Help |
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July 17 Capitalismo vs SocialismoAvete presente quando siete in coda al supermercato?
Quando siete con quel carrello che va sempre storto o con quei cesti stracolmi?
Mentre riflettete sul perché non esistono supermercati che non abbiano code alla cassa ecco che succede l'inaspettato... "la cassa numero 2 è aperta!"
... ed ecco che gli atleti scattano!!
Ecco il ragazzo della fila al 3° posto che supera la vecchietta del 2°... ATTENZIONE... si sono scontrati, la vecchietta esce di strada andando a sbattere contro il carrello del 4° corridore che a sua volta si schianta su uno scaffale di cioccolatini, per lui la gara è già finita... Ma attenzione ancora al 3° corridore, sembra inarrestabile... le ruote del carrello sono in temperatura, devono aver fatto un ottimo lavoro in magazzino... ed ecco che va a vincereeee!!!!!! ragazzo c'è, ragazzo c'è!!!!
Ok, dopo questa piccola cronaca di vita quotidiana, torniamo a noi...
Ma vi siete mai chiesti di quanto sono ("loro", visto che io non l'ho mai fatto...) bastarde le persone a farlo?
Dunque, la situazione è questa: se c'è una fila allora tutti si accodano li... ok, siamo in perfetta democrazia (preciso che il termine democrazia è semanticamente scorretto, ma rende l'idea), chi prima arriva prima se ne va.
Se ci sono due file uno si sceglie in quale stare, se sbaglia è colpa sua, siamo ancora in democrazia.
Perché è corretto? perché nessuno si lamenta? semplice: è un metodo empirico storicamente affermato per l'assegnazione della priorità alle casse. C'è poco da fare: funziona (certo, qualcuno potrebbe obbiettare che spesso chi ha poche cose passa avanti. Beh, lì spetta alla bontà delle persone, ad ogni modo, tale evento, esula dallo scopo della mia analisi... non mi soffermo)
Cosa succede nell'istante in cui la commessa (sempre donna chi sa perché?) apre il microfono dando il lieto annuncio?
Si rimescolano le carte, chi prevedeva un'attesa lunga, vede la possibilità di un'attesa breve.
Però, detto il altre parole, si nota maggiormente un piccolo problema in questo. Infatti, quanto detto sopra, si può generalizzare nella ricerca, da parte di un singolo, ma soprattutto, a scapito di altri, di un bene che non gli spetta di diritto ma acquisito sulla base della legge del più forte. Beh, spero che da tale società, la nostra, abbia fatto dei passi in avanti...
Ma siccome viviamo in una società civile (
July 02 perché?Tutte le persone che ultimamente mi vedono, mi pongono tutte la stessa domanda: “perché?” Non lo so nemmeno io, era una cosa che dovevo fare, più per me che per gli altri. Lo dovevo fare per dimostrarmi un qualcosa che in realtà rimane indefinito. Niente di ideologico o per schema. Mi sono alzato una mattina con voglia di qualcosa di nuovo. Questo è un punto fondamentale. La voglia di cambiare. Di cambiare aria, vita, idee, libri, pensieri, valori, passioni, musica, volto… Questa voglia fa parte di me, è inscindibile. Da che mi ricordo è sempre stato così. Ma questo s’imbatte sempre contro lo stesso muro, quasi un’impasse. Purtroppo vivo anche nella paura di cambiare, sarà che i grossi cambiamenti della mia vita non sono mai stati positivi, ma a volte è proprio una sensazione tangibile quanto influente. Dunque la risposta alla domanda “perché?” qual è? Per me, per la mia sopravvivenza, perché mi piace, per la mia autonomia, perché a volte la voglia di cambiare è troppo forte da poter soffocare…
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