Eugenio's profileEppure il calabrone vola...PhotosBlogLists Tools Help
Photo 1 of 45
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 

My Custom Part

October 06

Italiani? non lo so più...

Qualche tempo fa avevo avuto l’intenzione di scrivere un post, l’avrei intitolato “Italiani, brava gente” o qualcosa di simile.

C’erano già stati i tristemente noti fatti del terremoto in Abruzzo ed erano da poco morti i soldati italiani in Afghanistan.

Avrei voluto scrivere, chiedendomi, se gli italiani fossero brava gente.

L’italiano è sempre pronto a dare una mano nei momenti di necessità,

a mandare l’sms da 1€ per i terremotati di questo o di quell’altro posto,

a raccogliere fondi per la triste storia di un neonato malato di una malattia rara,

a essere solidali con i familiari dei  morti nell’attentato a Kabul, 

a gridare rabbia quando in qualche regolamento di conti tra mafiosi ci va di mezzo chi aveva la sola colpa di vivere in una città in cui tali cose accadono,

a essere irritati dalle continue ingiustizie a favore di chi sta sempre “sopra” di loro,

a vergognarsi della classe politica che li governa,

a indignarsi quando la vecchietta di turno “dona” la propria pensione ad un impavido motociclista ,

a  provare imbarazzo quando il vicino di casa ammazza le ultime due generazioni della propria famiglia,

a pretendere giustizia quando alla il TG informa che è stata presa una banda di individui con un giro di loschi affari da svariati milioni di euro…

…l’italiano è molto bravo a vergognarsi dei suoi connazionali, perché l’italiano è, si sa, una brava persona,forse un po’ pasticcione, le cose fatte bene non fanno per lui, ma di una cosa è certo, ed è che i cattivi sono gli altri, quelli che se ne approfittano, quelli che rubano, quelli che ammazzano…

Forse si, forse no.

Ma allora di chi è la colpa?

Chi è che ha costruito le case agli abruzzesi (non che sia una esclusiva loro) prima che queste venissero azzerate?

Chi ha costruito case abusive nel messinese?

Chi commette le truffe più disparate ai danni di chi in fondo non sta poi messo molto meglio di lui?

Chi non chiede un favore a colui che forse una mano te la può dare perché conosce un certo tizio?

Chi non insulta il marocchino mendicante che ti punta?

Chi non istilla l’odio nel proprio figlio nei confronti degli avversari della propria squadra di calcio?

Chi non cerca di superare il carrello di quello che ti sta davanti in fila al supermercato?

Chi non cerca di ottenere quel certificato che serve anche se l’ufficio è chiuso?

Chi non da il voto al politico locale perché… “perché bisogna darglielo”?

Chi non impreca perché la macchina in tripla fila blocca il passaggio delle altre?

 

Italiani? Brava gente… Italiani? Brava gente?

Avevo desistito da scrivere queste parole perché sono io, forse, a essere troppo cinico, in fondo l’sms lo mandiamo… e siamo con la coscienza pulita.

Ma poi ho sentito le parole del ministro Prestigiacomo, attuale ministro dell’ambiente, che, intervistata sulle recenti vicende (cioè morti) di Messina, afferma che si può fare di più, che verrà fatto di più, che gli abitanti non verranno lasciati da soli, che le istituzioni gli sono vicine…

… e a me vien voglia di urlare, prendere la Tv spiaccicarla per terra. Quello che vorrei è sentire la verità: che gli abitanti sono soli, che chi vuole avere ancora una casa è meglio che si dia da fare, che i politici rimarranno solo per qualche altro periodo, di pregare affiche una di quelle quattro case che verranno costruite spetti a loro piuttosto che al vicino “dell’ex-casa”, che il prossimo lavoro che faranno sarà l’accattone... che i morti rimangono morti e che non ci hanno insegnato nulla.

Io dico che gli italiani sono questi, nel bene e nel male. E come se il grasso della terra (the fat of the land), le schifezze di cui siamo capaci, alla fine tornino dove è giusto che stiano, tra di noi.

June 14

Trascinato nella notte...

Stasera non ho sonno.
Mi rigiro rumorosamente sopra le coperte, ma ciò che sono veramente rumorosi, stasera, sono i miei pensieri: risuonano dentro la testa, a volte son pensieri lievi, a volte logoranti e a volte perfidi, di cose, persone, fatti accaduti, fatti che mai accadranno...


... mentre quello che vorrei è abbandonarmi alla dolcezza della notte, farmi cullare soave dal buio verso sogni ignoti, così come le onde spingono il naufrago verso acque sempre meno fonde.
July 17

Capitalismo vs Socialismo

Avete presente quando siete in coda al supermercato?
Quando siete con quel carrello che va sempre storto o con quei cesti stracolmi?
Mentre riflettete sul perché non esistono supermercati che non abbiano code alla cassa ecco che succede l'inaspettato...
 
"la cassa numero 2 è aperta!"
... ed ecco che gli atleti scattano!!
Ecco il ragazzo della fila al 3° posto che supera la vecchietta del 2°... ATTENZIONE... si sono scontrati, la vecchietta esce di strada andando a sbattere contro il carrello del 4° corridore che a sua volta si schianta su uno scaffale di cioccolatini, per lui la gara è già finita... Ma attenzione ancora al 3° corridore, sembra inarrestabile... le ruote del carrello sono in temperatura, devono aver fatto un ottimo lavoro in magazzino... ed ecco che va a vincereeee!!!!!! ragazzo c'è, ragazzo c'è!!!!
 
Ok, dopo questa piccola cronaca di vita quotidiana, torniamo a noi...
 
Ma vi siete mai chiesti di quanto sono ("loro", visto che io non l'ho mai fatto...) bastarde le persone a farlo?
 
Dunque, la situazione è questa: se c'è una fila allora tutti si accodano li... ok, siamo in perfetta democrazia (preciso che il termine democrazia è semanticamente scorretto, ma rende l'idea), chi prima arriva prima se ne va.
Se ci sono due file uno si sceglie in quale stare, se sbaglia è colpa sua, siamo ancora in democrazia.
 
Perché è corretto? perché nessuno si lamenta? semplice: è un metodo empirico storicamente affermato per l'assegnazione della priorità alle casse. C'è poco da fare: funziona (certo, qualcuno potrebbe obbiettare che spesso chi ha poche cose passa avanti. Beh, lì spetta alla bontà delle persone, ad ogni modo, tale evento, esula dallo scopo della mia analisi... non mi soffermo)
 
Cosa succede nell'istante in cui la commessa (sempre donna chi sa perché?) apre il microfono dando il lieto annuncio?
Si rimescolano le carte, chi prevedeva un'attesa lunga, vede la possibilità di un'attesa breve.
Però, detto il altre parole, si nota maggiormente un piccolo problema in questo. Infatti, quanto detto sopra, si può generalizzare nella ricerca, da parte di un singolo, ma soprattutto, a scapito di altri, di un bene che non gli spetta di diritto ma acquisito sulla base della legge del più forte. Beh, spero che da tale società, la nostra, abbia fatto dei passi in avanti...
Ma siccome viviamo in una società civile (Sarcastico) su che base ciò è concesso?
 
 
PS: convenite con il mio ragionamento? vi siete detti che tutto ciò è sbagliato? Complimenti, avete appena scoperto di essere socialisti!Le origini
July 02

perché?

Tutte le persone che ultimamente mi vedono, mi pongono tutte la stessa domanda: “perché?”

Non lo so nemmeno io, era una cosa che dovevo fare, più per me che per gli altri. Lo dovevo fare per dimostrarmi un qualcosa che in realtà rimane indefinito.

Niente di ideologico o per schema. Mi sono alzato una mattina con voglia di qualcosa di nuovo.

Questo è un punto fondamentale.

La voglia di cambiare.

Di cambiare aria, vita, idee, libri, pensieri, valori, passioni, musica, volto…

Questa voglia fa parte di me, è inscindibile. Da che mi ricordo è sempre stato così.

Ma questo s’imbatte sempre contro lo stesso muro, quasi un’impasse. Purtroppo vivo anche nella paura di cambiare, sarà che i grossi cambiamenti della mia vita non sono mai stati positivi, ma a volte è proprio una sensazione tangibile quanto influente.

Dunque la risposta alla domanda “perché?” qual è?

Per me, per la mia sopravvivenza, perché mi piace, per la mia autonomia, perché a volte la voglia di cambiare è troppo forte da poter soffocare…


July 14

Pensieri notturni

Giornata stressante oggi...

Non ho fatto nulla se non cibarmi, andare in bagno (svariate volte, lo ammetto), qualche bevuta di acqua e birra, uno o due momenti di svago e poi tanto e tanto studio.

Ho già scritto altrove che spesso si supera il limite umanamente sotto il livello di guardia di stress da studio ed altro ancora. Ed oggi per me è una conferma di quando la stanchezza, l’autodistruzione, renda silenziosamente insofferenti dentro, su tutto, ad annullare i pensieri positivi a favore di perverse riflessioni…

Così mi ritrovo davanti ad una tastiera nera e un foglio bianco (quello di world per intenderci) ad aspettare che fluenti astrazioni lo riempiano...

June 21

Per chi suona la campana?

Chi è strano?
Chi siamo noi per dire chi è strano? Cosa siamo noi per dirlo?
 
Vagabondiamo di città in città guardandoci attorno, vediamo quello e poi quell'altro, pensiamo alla gente come un ammasso ebete di carne che gironzola qua e là...
... poi ci guardiamo allo specchio, i lineamenti sono ormai noti, ma lo facciamo comunque, ci guardiamo gli occhi, ci guardiamo il naso, ci guardiamo la barba...
... prima o poi arriveremo a quello che c'è oltre, a quello che nessuno sa, a quello di cui ci guardiamo bene di raccontarlo agli altri, finalmente vediamo oltre lo specchio, quasi un rivelatore d'anima, indugiamo ancora un pò, riscontriamo lineamenti che prima non c'erano, fessure che prima non erano mai state tanto profonde, ormai come crepe di una casa una volta nido, vediamo zone d'ombra, luoghi oscuri dove ci aggiriamo sospettosi, cerchiamo di cancellarli, ma non facciamo altro che farli scostare di un po', allora li aggiriamo, ma eccoli che si muovono dove prima non c'erano, invochiamo sentenze che nessuno può dare, solo noi, il peggiore dei giudici, ci guardiamo ancora un po' e decifriamo quello che vediamo, senza crederci, non volendo credere a noi stessi su quello che vediamo e a quello che sentiamo, il peggiore dei giudici, ma il più onesto...
Quante volte l'abbiamo fatto? quante volte lo faremo ancora?
Diciamo "povero lui", dovremmo dire "povero me"...
 
Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall'onda del mare, l'Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.
(John Donne)
 
June 09

Ode alla gioia

Essere puro...
dotato di scintillio aureo, ti prego, sfiorami ancora, incontra le mie labbra. Ti cerco, lo sai, una volta assaporatoti son già invaghito di te, mi dai gioia e mai il nostro legame sarà scindibile, noi due in salute e in malattia, sai far male a volte ma non me ne curo, poco importa se me lo sconsigliano, il mio stomaco sobbalza, ti brama così come la mia testa fa i capricci se non ti cerco la mattina. Ed adesso te ne stai lì, io che ti fisso, il tuo distinto profumo aleggia dove dimori, anche se sei in compagnia, tu prevali, a volte con qualche variante, qualche mostruoso congegno a drogare la tua purezza nell'irrefrenabile necessità di distruggere la limpidezza del tuo essere, ma tu, per chi ti sa apprezzare continui a librarti ad un'altezza a cui pochi osano, sei nell'aria, sei nell'acqua, sei in ogni cosa che ti configura, dal tuo involucro alla tua consistenza cremosa, alla bustina, alla tua morbidezza al palato... sei tu, sei tu che adoro... venerato caffé!!!!
 
PS: si, si... avete capito bene, parlavo del caffé...
June 07

Poesia...

Non so come ho trovato questa poesia, davvero bellissima, di cui però sconosco l'autore e il titolo:
 
Avere l'aria come elemento primordiale,
ed addensarla al punto tale
da renderla un bene cavalcabile,
ed io sono il sognato pilota...
May 14

A volte mi capita...

Ieri sera ero a lavoro, come ben ricorderete faccio il cameriere.
 
Attendevo l'arrivo dei clienti con la pancia piena e, complice il clima, me ne stavo seduto fuori su una dondola. C'erano le zanzare a tenermi compagnia e un batuffolo di cane intento a giocare con una bottiglia d'olio vuota. Ma non me ne stavo lì fuori nè per il cane nè per le zanzare.
L'imbrunire del cielo faceva questo mestiere...
 
Quest'anno era la prima volta che aspettavo l'arrivo dei clienti lì, ma già mi era successo più volte l'anno scorso nel periodo estivo con lo stesso esito.
Me ne stavo lì, a guardare l'Etna che fumava nella sua quiete più indisturbata, lì a fissare le stelle che facevano capolino con il loro vibrante scintillio mentre quel blu profondo s'allungava verso l'occidente. Dio che bello quel blu...
 
Quando il sole ormai sveglia le terre lontane, quando non si vede più, mentre nella direzione opposta le tenebre abbracciano finalmente la terra, ecco che tra i due si forma questa strana essenza, questo blu, di un'intensità penetrante... me ne starei ore a fissarlo. Ma mentre si è lì, assorto dalle più profonde o effimere sensazioni, questo avanza, ancora e ancora, non si ferma, prosegue senza far troppo caso a quelle poche teste rivolte alla sfera celeste che la osservano, che la contemplano, come si può fare con un'ideale, una poesia o la bellezza. Ma non è solo la bellezza a farla da sovrana, è quello che la bellezza può indurre in noi. Si può riflettere ore o non riflettere affatto su quello che contempliamo, molti dovranno dargli necessariamente un significato, trovare la più stretta analogia dei fatti accadutigli...
Non è sbagliato, è come quello che percepiamo si relaziona con noi...
Alcuni vedranno in quell'inarrestabile l'avanzare dell'età, altri vi vedranno cose belle che irrimediabilmente se ne vanno, altri ancora giurerebbero amore sotto quell'immenso tetto...
Io?
 
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e rimirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
 
(Infinito, Giacomo Leopardi, 1819)
May 04

Da "µ©£¥◄○" alla "terra"...

Avete presente quando siete per i cavoli vostri, quando state svolgendo una normale mansione quotidiana con routine, quando già sapete cosa dovete fare e come le cose continueranno, quando ascoltate svogliatamente la musica di sottofondo ai vostri pensieri, oppure se preferite durante una nuotata a mare, già sapete cosa succederà nei prossimi, diciamo 5 secondi.
Ma è quì che vi volevo.
Cosa succede se quello che avevate previsto non corrisponde a quello che c'è attorno a voi.
Cosa succede se quell'immagine formatosi nella vostra testa è turbata da una cosa che non dovrebbe esserci.
 
Saltate!!! Si saltate, se siete seduti farete sobbalzare la sedia, se siete in piedi farete uno scatto, se siete in acqua, beh, diciamo che avrete un accenno di annaspamento.
 
No, pesate di essere immuni da questo comportamento?
 
Prima di tutto è istintivo, quindi poco importa se avete seguito un corso di sopravvivenza in caso di attacco da pirati caraibici durante una crociera, o se fino a quel momento la cosa più avventurosa che avete fatto è stata fare shopping (uno shopping selvaggio diciamo...), niente, non c'è nulla da fare, questa è una legge immutabile dell'universo, credete forse che gli abitanti del pianeta µ©£¥◄○ non lo facciano?
 
Pensateci, l'avete fatto anche voi, decine, centinaia di volte. Pensate a quando state studiando concentrati su algoritmi o su indecifrabili disegni. Tra una tabella e l'altra, tra un rigo e l'altro...
Magari state leggendo un libro e mentre avete in testa le parole che si sussegono, come ad esempio (tratto dal libro Moby Dick): <<...considerato che questo levitano arriva a nuoto fino a noi dalle sorgenti dell'eternità, è giusto...>> TOC TOC (bussano alla porta).
Poco importa se eravate a pagina 360 e fate volare il libro fino alla 444, se eravate sotto le coperte avrete fatto tremare l'intero letto, come un brezza fa salire un brivido a partire dalle caviglie fin sul più alto dei capelli.
 
Così, lunedì scorso, sono trasalito, con conseguente caduta della penna che tenevo in mano, quando, esausto dallo studio, spengo la radio, mi alzo e do uno sguardo fuori, svogliatamente, sapendo già che alla vista mi sarebbe apparsa la siepe. Beh la siepe c'era e tutto quello che ci sarebbe dovuto essere, anche più, diciamo che mi sarei aspettato di vedere almeno dalle 10.000 alle 100.000 cose in meno! Cosa?
Gli Apoidea (sono una superfamiglia di imenotteri ).
Insomma API !!!!
March 23

Nevrosi!!!!

Ecco spegnere la luce.
Coperte insopportabilmente pesanti e lenzuola dispettose e la conoscenza, la consapevolezza, che quelle coperte non si alleggeriranno e le lenzuola non diverranno disciplinate.
...mentre il pulsare delle tempie diventa perseverante ecco comparire dal buio una scritta che non se ne andrà facilmente, irrompono considerazioni e valutazioni, bilanci diurni, bilanci notturni, bilanci annuali, ipotisi di sacrifici mai fatti, opportunità mai presentate, opportunità che mai si presenteranno...
...vite mai conosciute e assaporate, dialoghi costruiti unilateralmente, fantomatiche discussioni come in una lotta per la supremazia, fra te e quello che sta dentro te, magnifico esemplare, ambasciatore dei tuoi "vorrei", amico confidente e amico realizzato; e tu, invidioso di un corridore irraggiungibile e abile duellista...
 
...ma eccolo che nella sua malvagità si beffa di te...
 
...e le coperte pesanti ti stringono come un parassita tiene stretto la sua corteccia d'albero, asfissiandoti dolcemente, avvolgendoti definitivamente in una morsa che poco alla volta, istante per istante e ora dopo ora, ti spalancano le porte dell'oblio dei sogni, e uccidono, almeno per stasera, la tua NEVROSI...
 
 
PS: Sono periodicamente nevrotico ma queste parole non nascono da sentimenti attuali, e forse mai così sentiti come riportato sopra... Questa è solo una doverosa chiarifcazione per le persone che mi conoscono... 
March 05

Primo giorno di scuola

Oggi sono andato a lezione.
 
Mi dovrei lamentare perchè lo faccio sempre e poi perchè già ho seguito (quasi) tutte le lezioni per circa quattro mesi  e so cosa significa andare all'università quando il sonno non segna solo le linee del tuo viso ma anche il tuo umore, alzarsi la mattina e pensare che solo un numero imprecisato di caffè potrà permetterti di farti tornare a casa alle otto di sera.
 
Quattro mesi di sonno insufficiente, svaghi impediti e fitte allo stomaco.
Cosa si potrà mai pensare all'inizio di questi quattro mesi?
 
No, non mi lamento (ancora).
Il fatto è che si è presi da quella insensata allegria di quando si inzia ad andare in palestra e si fantastica su quanti milligrammi di muscoli in più si mettono a fine settimana, o quando ci si trova davanti a uno scaffale pieno di modellini statici di aeri che al modellista fanno tanto gola.
Poco importa se da li a poco ci si annoia di fare flessioni o se i fumi della vernice acrilica danno la nausea; il primo giorno, i primi venti minuti di tapirulan, il primo sguardo alle istruzioni di montaggio, quelli danno gioia e vitalità. La mente farnetica in preda a fantasticherie miste a speranze.
 
Così, oggi, mi ritrovo a fantasticare su questi quattro mesi spianati sul mio cammino...e spero!
January 18

Dopo l'analisi 2?

Ed eccomi di nuovo alle prese con quello sconforto che prende dopo essermi dato una materia all'università.
 
Allora, giorno 8 Gennaio mi sono tolto una bella soddisfazione che si chiama "Analisi Matematica II".
 
Ora prende il sopravvento la stanchezza; forse sono state troppe le ore gettato su formule ed esercizi, indecifrabili relazioni e innumerevoli teoremi...
Non sò perchè ma dopo essermi dato una materia succede, a questa, immancabilmente tale fase. Prima dell'esame è tutto un tumulto di forza di volontà che ti fa tirare avanti anche quando sei oggettivamente andato oltre ciò che tua mamma si aspetta da un universitario.
 
Dopo, invece, mi sento rilassato, troppo rilassato (una pasqua...) mi manca quella frenesia dettata dall'incombere dell'improrogabile ora decisiva di uno scritto od orale. Devo semplicemente iniziare da capo un qualcosa che già so mi farà strazziare ancora e ancora...
 
Dopo l'Analisi Matematica 2 ci sarà forse Disegno tec. , poi magari Fisica Tecnica, e che dire di Algebra lineare e Geometria analitica, e poi ancora e ancora...
 
Non è di certo un ottimo inizio....
October 31

Non mi viene in mente nemmeno il titolo...

Non scrivo da millenni ormai...
 
Si tratta di una malattia, ogni qual volta mi passa, non per l'anticamera del cervello, ma per il vialetto di fronte alla porta dell'anticamera del cervello, un'idea su cui poter scrivere, mi guardo attorno e ciò che vedo sono solo persone (perchè sono a lezione all'università), sterminato catrame (perchè sto andando all'università ), maniglie per appoggiarsi (perchè sono sull'autobus per andare all'università), una porta (perchè sto uscendo di casa per andare all'università), un letto (perchè sto dormedo visto che l'università mi distrugge)...
 
Ed eccomi, invece, finalmente di fronte al computer...    e come volevasi dimostrare... non ho idee su cui scrivere
 
A voler fare i faciloni...
...TUTTA COLPA DELL'UNIVERSITà!!!!!!!!
August 14

quello che faccio...

E' da un secolo ormai che non scrivo sul blog, non che prima fossi morboso con la mia tastiera, ma almeno qualcosina me la inventavo. Comunque sia, non riesco a scrivere per mancanza di idee, ho quello che, per un lavoro che non m'appartiene, si definisce (se non mi sbaglio...) blocco dello scrittore; io, infatti, non sono uno scrittore...
Infatti, sono un cameriere!
Cavolo faccio il cameriere da... troppo tempo ormai, e mi chiedo del perchè non vi ho mai scritto un post, come mai non mi son mai permesso di deliziare con le più pure lettere cotanta arte di così antica tradizione, di prim'ordine per estetica e raffinatezza, la cura di un gatto sazzio e l'agilità di uno "Spitfire", l'eleganza, la meticolosa preparazione, l'allineamento piacevole al più fervido occhio, la sobrietà di un vestito da sposo, la cortesia dei modi, la compostezza che gli si addice, la garbatezza dell'esp....   " CAZZO, MI E' CADUTO UN PIATTO!!! "
E io dovrei essere così?
Garbo, eleganza, estetica.... isomma mi chiedo come è che faccio il cameriere da 3 anni...
Ok, c'è da dire che non lavoro in un ristorante d'alta classe, anzi, diciamo che a volte il livello culturale non arriva nemmeno a quello popolare( ed è un eufemismo!), a volte proprio mi fanno arrabbiare...
 
Quante bestialità inripetibili, quante volte sono stato trattato con arroganza, quante volte colpito da uno stupido sarcasmo, quante critiche ho ricevuto ( ...e  riceverò) per l'attesa per la costata di vitello che non arriva o per la "pizza margherita doppia mozzarella, poco pomodoro, pasta stesa sottile con aggiunta di: tonno se è all'olio d'oliva extravergine, funghi purchè non porcini, cipolla cruda, melanzane a cubetti, una spolverata di parmiggiano, prosciutto crudo ma (apriti cielo) se è tagliato spesso non me lo mangio, salame a grana fina ( come il salame Milano e chi mi conosce sà perchè puntualizzo...),un pizzico di origano e una spruzzata d'olio extravergine, emh... direi basta così"; ed io che lotto con la penna che non scrive e con il fatto che ho finito il mio blocchetto circa 20 ingradienti fà cosa dovrei dire? "Già che ci siamo la vuole alla griglia?" oppure " Mi spiace, mi rincresce dirglielo ma mi sono appena ricordato che sono finiti i panetti della pizza...,sà,sono così addolorato..." oppure " Vò caga troya, a voi a margherita? annunga nenti! ".  Comunque alla fine dovrò portargliela stà benedetta pizza (che tra le altre cose pesarà 12 kg ...) e dopo l'immancabile protesta per l'interminabile attesa (e ci credo con sti ingredienti...) c'è pure il rischio che mi dice: " scusa, ma avevo detto solo un pizzico d'origano mica una cascata, va beh, me la mangio solo perchè ho fame e non voglio aspettare altre 2 ore ..."        .......
Va bene, ammetto che per fortuna non sono molti i clienti così...
Vorrei ricordare che per quanto umile sia e a dispetto da quello che sembra, non è un lavoro molto semplice, anzi! Si corre parecchio, si devono ricordare un sacco di cose, si ha a che fare spesso con piatti pesanti e bollenti, spesso ne devo portare fino a 6 piatti alla volta con il rischio che fanno il volo...
 
Comunque a volte devo ammettere che un paio di battute sono piacevoli da scambiare, rispondere alle domande personali che mi fanno (come se gli stimolasse l'appetito...), ricevere i complimenti per...la bontà delle cose (mica per il servizio...).
Ad ogni modo, tu, lettore, cosa credi? Lo sò a cosa pensi, stai pensando: " io, quando vado al ristorante mi comporto sicuramente bene..."
beh, lo vuoi un consiglio? non tentare di fare battute continue al cameriere ( a ben altro da fare che ridere alle tue battute...), non lagnarti perchè sono finite le lasagne (mica le cucina lui...), non fare battute sul conto alto (quello che mangi paghi...), destati dal chiedere sconti al cameriere (non è lui il proprietario e poi se paghi 100 euro in meno o in più a lui non gl'è ne frega niente, la paga per lui è uguale...), se c'è confusione probabilmente c'è anche da aspettare quindi non sparare frasi del tipo: "è da un'ora che aspetto..." facendo la faccia offesa (il cameriere si starà ammazzando di lavoro mentre tu aspetti comodamente...) ma, regola delle regole, LASCIA LA MANCIA !!!!!!!!!!!
 
ps: cavolo, non mi ero accorto d'aver fatto il manuale del piccolo consumatore...
June 28

Italia: patria di...

La mia salute psico-fisica è ormai notevolmente provata...
 
La mia psiche, già distorta, è rimasta traumatizzata dall'appellativo affibbiatomi dal cavaliere nelle elezioni per il del capo del governo...
Pensavo fosse finita, invece eccolo che mi insulta di nuovo, questa volta, credo, abbia dato sfogo a tutte le sue più represse fantasie, questa volta sì è anche spiegato a rafforzare così la realtà di ciò che diceva, questa volta...sono indegno!
 
Ma questo mi fa pensare anche più in grande, l'italia cos'è?
 
Ragioniamo un secondo:
- il 50% di noi è un cog ... quindi, gentile lettore, guarda la persona che hai accanto e sappi che tu o lui/lei è un coglione!!
 
-il 61% di noi è indegno, questa volta se l'altra persona è indegna lo sarai per l'11% anche tu, è inutile giustificarsi, lo sei anche tu perchè lo dice il cavaliere....
 
Quindi nelle peggiori delle ipotesi tu sei un coglione e pure indegno per l'11% e lui/lei è un indegno... e così via per tutte le combinazioni...
 
Sapete una cosa, forse è vero che il 50 % di noi è un coglione  (se vi chiedete quale delle due metà, vi lascio immaginare...) ma la perentule di indegni secondo me è da ritoccare, forse 39% ?
May 20

Il mio sogno...

Finalmente sto scrivendo ciò che avevo già in mente di scrivere da un bel pezzo, preoccupatevi però, prevedo di dilungarmi un pochino...
 
Un temuto giorno alle elementari, forse frequentavo la terza o quarta, la professoressa, "pardon", la maestra annunciò: " Oggi, compito in classe...". A nulla valsero le nostre immancabili proteste, quindi, dopo qualche imprecazione del tipo " Ma porca v...." oppure " M..... , ora che ci scrivo...." , arrivò il temuto testo:
" Allora scrivete: Cosa vuoi fare da grande? "
 " maestra, ma ci va il punto interrogativo?..."
 
Più o meno andò così, comunque...
In quel tema scrissi << Da grande vorrei fare il pilota d'aerei   [...] per poter essere libero di volare su monti e mari...>>
Questo era quello che aveva scritto un brufoloso alunno delle elementari sui suoi sogni utopistici e non... , dalla correzione dei compiti, risultammo una classe di pompieri, piloti di F1 e, addirittura, un bagnino...
 
... per poter essere libero di volare su monti e mari....
 
Una decina di anni dopo mi ritrovai su un aereo, la radio gracchiante, il sottofondo rumoroso del motore a cui non mi ci ero ancora abituato e la torre che mi ordina: " I-IAEP (che si legge: India India Alfa Echo Papa), allineamento e attesa pista 08...."
 
Ma andiamo per ordine...
 
Prima di tutto ci fu la visita medica all' I.M.L. di Roma, e quella volta incominciai a sentirmi parte di un ingranaggio che andava avanti, quasi riesco a immaginare il mio volto stupito nel guardare un distinto signore baffuto, pilota civile, che si accingeva a fare la consueta visita medica periodica con routine, mentre io non riuscivo a stare fermo e a non pensare che quello era l'inizio...
 
Poi ci furono i corsi teorici a cui sorrido al pensiero di quante manovre assurde mi costrinsi a fare per potervi assistere, e come non citare la frenesia del prendere appunti, il cercar inutilmente di ricordare ogni singolo particolare, piccole cose che anch'io avrei fatto da lì a non molto con routine e fierezza...
 
Finalmente il primo volo!!!
Vado all'aeroporto con i mezzi urbani sotto un cielo grigio, spesso e minaccioso. Ho il sorriso stampato in faccia ma, ammettiamolo, il nodo alle viscere mi serra la gola...
Arrivo, conosco il mio istruttore, colui che mi tirerà avanti e che, poi scoprirò, griderà tanto...
Guardo il cielo e mi rassicuro pensando " No dai... mica voli con sto tempo..." , le poche parole del mio istruttore mi smentirono.
Spedito il piano di volo salì a bordo di quello strano aggeggio metallico, ma che, ne sono sicuro, da qualche parte hanno messo anche un cuore.
Dovrebbe essere un volo di solo adattamento ma mi ritrovo a dover rullare fino alla pista. Seguire una striscia bianca non era mai stato tanto difficile, sembravo un ubriaco fermato dai carabinieri senza etilometro.
... e sussulto al fragore dei 2000 giri al minuto per la prova motore.
Poi mi ritrovo a centro pista e ,dopo che la torre mi ha autorizzato al decollo, la mano sudata sulla manetta motore che spinge in avanti, ancora e ancora, fino a fondo corsa,freni rilasciati, e il rumore che sale fino quasi a farsi chiedere quando mai smetterà di crescere, le vibrazioni che ti sbarrono gli occhi...
 
Ciò che avvenne dopo  richiede una ben più grande capacità poetica della mia per poter essere descritta...
 
Mi ero ripromesso che, una volta in volo, avrei temuto sotto controllo tutti  i parametri di volo, motore, punti di riferimento, comunicazioni...
Una volta staccate le ruote nulla di tutto ciò era minimamente sotto il mio controllo. Mentre il mio istruttore conduceva irreprensibilmente l'aereo, io non facevo altro che guardare il suolo che si allontanava, ascoltare il fragore del motore che poi sarebbe diventato un insostituibile sottofondo al volo, lo scuotere delle ali frustate dal vento...
Dopo qualche tempo mi ritrovai  da solo in quell'angusto abitacolo a parlare alla torre, poi a stringere la mano all'esaminatore, poi ad andare a ritirare il brevetto.
 
Da allora non ho più volato.
 
E mi guardo indietro rimpiangendo quei giorni così intensi, ore spartite tra scuola, interrogazioni, volo, studio e autobus.
 
Mi ritrovai dal volare tutti i giorni al non volare affatto, ora ne pago le conseguenze... immancabilmente alzo il naso in sù al rumore di un aereo e sogno...
 
Ma cos'è che mi manca?
 
... per poter essere libero di volare su monti e mari....
 
Nel tema scrissi così, ma in realtà in poche altre attività dell'uomo ci sono così tante restrizione e procedure da rispettare minuziosamente.
Allora cos'è? Non l'ho sò proprio, non sò descriverlo...
 
E come una conoscenza, una continua soddisfazione, una pacata sensazione che, spero, tutti i piloti, commerciali e non, pagati e paganti, provano ogni qual volta spengono il motore, slacciano le cinture, aprono il portello e abbandonano, magari per l'ultima volta, quell'ammasso di ferraglia e ti rendi finalmente conto che il cuore dell'aereo c'è, ma che non ve lo hanno istallato, ma ve lo hanno lasciato gli innumerevoli piloti che, nel tempo, vi sono passati sopra.
A volte puoi immaginare che il cuore batta, a volte, perfino, che pianga....
May 16

Errorino 2, il ritorno....

... e meno male che nelpost "errorino" mi ripromettevo di controllare le mie fonti prima di scrivere....
May 15

Una bella mozzarella...

FERMI TUTTI !!!!!
 
Nel mio ultimo post si parlava di boicottare due compagnie di distribuzione petrolifere, beh non vorrei aver (ma non lo dicevo solo io....) messo in ginocchio queste due compagnie!
Il fatto è che era tutta una bufala, una cavolata insomma.
Non entro nei dettagli (soprattutto perchè non me li ricordo...) comunque la strategia potrebbe anche funzionare ma si otterrrebbero solo minimi ribassi del prezzo della benzina in quanto l'alto prezzo è da attribuirsi alle imposte statali e non sulla smania di ricchezza delle compagnie petrolifere, quindi, ci possiamo fare una bella mozzarella di bufala con il mio post...
 
Mi sà che l'unico modo per acquistare la benzina a basso prezzo (credo) sia di trasferirci negli emirati arabi....
 

Eugenio Capoti